Marchi+ 2026: guida completa a requisiti, spese e domanda
La risposta breve: quando puoi presentare domanda?
Marchi+ 2026 è un contributo in conto capitale per determinate spese di tutela di marchi dell’Unione europea e internazionali. Non basta avere un marchio, una partita IVA o una fattura. Non si tratta di un credito d’imposta da usare automaticamente né di uno sconto applicato dal professionista.
01 / L’IMPRESA
Deve poter partecipare.
PMI, sede legale e operativa in Italia, iscrizione attiva al Registro delle imprese e requisiti del bando.
02 / IL MARCHIO
Deve avere il titolo richiesto.
UE già registrato oppure domanda internazionale pubblicata nel Madrid Monitor, con le date ammesse.
03 / LE SPESE
Devono essere documentate e pagate.
Solo categorie ammissibili, con date, fornitori, elaborati e pagamenti conformi.
04 / LA DOMANDA
Va presentata allo sportello.
Dal 3 dicembre 2026, ore 12:00, attraverso la piattaforma ufficiale e con firme e allegati richiesti.
Requisiti compatibili ≠ contributo già spettante.
Prima si presenta la domanda. Poi Unioncamere controlla impresa, marchio, documenti e congruità delle spese. La concessione dipende anche dalla disponibilità delle risorse. Il risultato del nostro percorso guidato serve a orientarti, non è un provvedimento di ammissione.
Puoi iniziare dal percorso a domande oppure leggere la guida nell’ordine. Qui trovi anche casi esclusi, calcoli, documenti, termini e controlli: i collegamenti ufficiali servono a verificare le fonti, non a sostituire le spiegazioni.
Riferimento: bando Marchi+ 2026, artt. 1–9.
Quando apre, quando chiude e perché conta l’ordine.
APERTURA DELLO SPORTELLO
3 dicembre 2026 · ore 12:00
Invio fino alle ore 18:00 del medesimo giorno.
Se rimangono risorse, lo sportello prosegue nei giorni lavorativi successivi, dal lunedì al venerdì, sempre dalle 12:00 alle 18:00, fino a esaurimento dei fondi. Non c’è una data finale di calendario che garantisca la disponibilità del contributo fino a quel giorno.
Le domande seguono una procedura valutativa a sportello, in ordine cronologico di presentazione telematica. Non c’è una graduatoria a punteggio; c’è però una vera istruttoria. Presentarsi presto con documenti sbagliati non rende ammissibile una domanda.
Prima dell’apertura: si controllano i requisiti e si prepara il fascicolo. Contattare Marchio Legale o compilare questo questionario non prenota fondi e non attribuisce un numero di protocollo.
Durante lo sportello: conta l’invio tramite la piattaforma ufficiale. La sola compilazione o il salvataggio di una bozza non equivalgono alla presentazione.
Se finiscono le risorse: le domande ricevute ma non finanziabili vengono sospese; possono essere riprese se si liberano risorse o la misura viene rifinanziata. Se non emergono risorse idonee, possono decadere.
L’ultima domanda valutata positivamente può ottenere soltanto la parte di contributo coperta dalle risorse residue. L’avviso di esaurimento viene pubblicizzato dopo le ore 18:00 del giorno in cui l’esaurimento è accertato: l’eventuale possibilità tecnica di inviare non garantisce, da sola, la copertura finanziaria.
Al 21 ottobre 2026 il portale ufficiale annuncia l’apertura indicata e rinvia a successive istruzioni operative per la presentazione. Non diamo per già disponibili procedure di accesso o caricamento non ancora descritte nelle istruzioni 2026.
Riferimento: bando Marchi+ 2026, art. 7, commi 1–4; art. 8, commi 1–4.
Chi può partecipare: non basta essere titolare di partita IVA.
La domanda è riservata a micro, piccole e medie imprese. Può rientrare anche un’impresa individuale, se soddisfa tutti i requisiti. Un privato o un libero professionista non iscritto come impresa al Registro delle imprese non accede per il solo fatto di possedere un marchio o una partita IVA.
I requisiti dell’impresa
Dimensione di PMI secondo le regole europee.
Sede legale e operativa in Italia.
Regolare costituzione, iscrizione al Registro delle imprese e stato di attività.
Pieno e libero esercizio dei diritti; assenza di procedure concorsuali con finalità liquidatoria, anche volontaria, o di procedure estintive equivalenti.
Regolarità contributiva attestata dal DURC.
Rispetto delle norme su lavoro, prevenzione degli infortuni e ambiente.
Assenza delle cause ostative antimafia, delle sanzioni interdittive e dei divieti di contrattare con la pubblica amministrazione indicati nel bando.
Assenza delle condanne rilevanti per amministratori e legali rappresentanti secondo l’art. 3, comma 1, lettera h).
Assenza di revoche, decadenze o procedimenti connessi alla revoca per indebita percezione di risorse pubbliche, nei termini del bando.
Titolarità del marchio e rispetto dei requisiti della Misura A o B.
Regolarità rispetto all’obbligo di assicurazione contro calamità naturali ed eventi catastrofali previsto dalla normativa richiamata dal bando.
Assicurazione catastrofale: il requisito è essere in regola con l’obbligo applicabile. Una normale RC professionale o una generica polizza aziendale non dimostra automaticamente di esserlo. Se ritieni di non essere soggetto all’obbligo, occorre verificare e documentare la tua situazione; non trattiamo l’assenza di obbligo come un’autocertificazione sufficiente senza controllo.
I requisiti dell’art. 3, comma 1, lettere da b) a m), vanno posseduti dalla domanda fino all’erogazione, a pena di esclusione. Non basta averli soltanto il giorno dell’invio.
Come si riconosce una PMI?
Categoria | Occupati | Fatturato annuo oppure totale di bilancio |
Microimpresa | Meno di 10 | Fatturato ≤ € 2 milioni oppure bilancio ≤ € 2 milioni |
Piccola impresa | Meno di 50 | Fatturato ≤ € 10 milioni oppure bilancio ≤ € 10 milioni |
Media impresa | Meno di 250 | Fatturato ≤ € 50 milioni oppure bilancio ≤ € 43 milioni |
Il requisito degli occupati si combina con almeno uno dei due parametri finanziari. Vanno applicate anche le regole europee su imprese associate e collegate, unità lavorative e periodi di riferimento: i soli numeri della società che presenta la domanda possono non bastare. Fonte: Commissione europea, definizione di PMI.
Attività e marchi esclusi
La misura non si applica alle attività di produzione primaria agricola e di produzione primaria della pesca e dell’acquacoltura. Non finanzia i marchi collettivi e di certificazione nazionali o UE, né le registrazioni internazionali basate su tali marchi. Per attività miste o situazioni di gruppo serve una verifica specifica.
Riferimento: bando Marchi+ 2026, artt. 1 e 3.
Quale marchio ti permette di chiedere il contributo?
Misura A / Marchio UE
Devi avere depositato la domanda presso EUIPO dal 1° giugno 2023, pagato le tasse di deposito e ottenuto la registrazione prima della domanda di incentivo.
Una domanda EUIPO ancora pendente non basta. L’iscrizione soltanto italiana non equivale alla registrazione UE. Va controllata la data del deposito, non solo quella del certificato.
Misura B / Marchio internazionale
Dal 1° giugno 2023 deve essere avvenuto il deposito della domanda internazionale, basata su un marchio o una domanda nazionale o UE, oppure il deposito di una designazione successiva ammessa.
Le relative tasse devono essere pagate e deve essere intervenuta, prima della domanda di incentivo, la pubblicazione richiesta nel registro internazionale OMPI, consultabile tramite Madrid Monitor.
Per la Misura B non va confusa la pubblicazione nel registro internazionale con la conclusione di tutte le procedure nei singoli Paesi designati. La verifica del titolo e della specifica operazione resta necessaria, soprattutto per le designazioni successive.
Un marchio vecchio non è sempre escluso.
Se la domanda internazionale originaria è precedente al 1° giugno 2023, la Misura B può riguardare solo le designazioni successive effettuate dopo il 1° giugno 2023, con un tetto specifico di € 5.000 per marchio. Non permette di recuperare il costo della vecchia registrazione o del semplice rinnovo.
Le date da rispettare: deposito, titolo, fattura e pagamento.
Non esiste un’unica “data valida”. Occorre incrociare più date, che riguardano operazioni diverse.
Che cosa controllare | Regola pratica |
Deposito UE | Dal 1° giugno 2023; una registrazione ottenuta dopo quella data non sana un deposito UE più vecchio. |
Registrazione UE | Già ottenuta in una data antecedente alla domanda di incentivo. |
Deposito internazionale / designazione | Operazione agevolabile nel periodo indicato dall’art. 3; per domanda internazionale anteriore al 1° giugno 2023 valgono solo le designazioni successive dopo tale data. |
Pubblicazione internazionale | Pubblicazione richiesta in Madrid Monitor antecedente alla domanda di incentivo. |
Fatture e spese | Fatture e pagamenti dal 1° giugno 2023 e comunque in data antecedente alla domanda di incentivo. |
Ricerche di anteriorità | Risultati e parere devono rispettare anche la sequenza indicata nell’art. 7: risultati non successivi al parere sottoscritto e non successivi al deposito; il parere va comunque prodotto e sottoscritto dal soggetto qualificato. |
Logo per Misura B | La domanda internazionale deve essere depositata entro 6 mesi dal deposito della domanda nazionale o UE usata come base. |
“Antecedente” non significa il giorno stesso: il bando richiede una data precedente alla presentazione della domanda per registrazione/pubblicazione, fatture e pagamenti. Preparare un pagamento il giorno dello sportello espone a una criticità che non va ignorata.
Non tutte le attività devono avvenire dopo la registrazione: la ricerca, ad esempio, precede il deposito. Ciò che deve già esistere quando chiedi l’incentivo è il titolo richiesto per la misura, insieme alle spese e ai documenti ammissibili.
Un preventivo, un incarico firmato o una fattura ancora da pagare non dimostrano una spesa già sostenuta. Se ci sono acconti o pagamenti parziali, il perimetro eventualmente presentabile va ricostruito sui documenti: non si assume come ammissibile l’intero contratto.
Quali spese puoi recuperare, e chi deve averle svolte.
Si finanziano le tasse ufficiali e/o i servizi specialistici esterni elencati dal bando. La dicitura in fattura deve corrispondere a un’attività reale e documentata: non basta rinominare “assistenza al deposito” una consulenza generica.
Spesa | Quando è ammessa e chi la svolge |
Progettazione della rappresentazione del marchio | Elaborazione grafica del segno, esclusi i marchi puramente denominativi. Professionista grafico con partita IVA pertinente oppure azienda di grafica/comunicazione. Per la Misura B vale anche il termine di 6 mesi spiegato sopra. |
Assistenza al deposito | Attività di compilazione e deposito della domanda pertinente. Consulente in proprietà industriale iscritto all’Ordine, avvocato iscritto all’Ordine o centro PATLIB. Per B: deposito internazionale tramite UIBM/EUIPO; presso OMPI per le sole designazioni successive. |
Ricerche di anteriorità | Verifica di marchi identici o simili. Consulente in proprietà industriale, avvocato o PATLIB. Servono risultati e parere sottoscritto, con le date richieste. Una ricerca gratuita svolta autonomamente non è un servizio esterno fatturato. |
Risposta a opposizioni | Assistenza in procedimenti di opposizione proposti da terzi dopo il deposito del marchio. Consulente in proprietà industriale o avvocato. Non coincide con ogni possibile causa sul marchio. |
Risposta a rilievi nazionali / solo B | Assistenza davanti agli uffici nazionali che hanno emesso rilievi dopo il deposito internazionale. Consulente in proprietà industriale o avvocato; massimo 3 rilievi agevolabili per marchio. |
Tasse ufficiali / A | Tasse di deposito presso EUIPO, con prova del versamento. |
Tasse ufficiali / B | Tasse sostenute presso UIBM o EUIPO e presso OMPI per la registrazione internazionale. Non significa che qualunque costo di una registrazione solo italiana diventi finanziabile. |
Puoi chiedere anche soltanto le tasse, se impresa, titolo e versamenti rispettano il bando: non sei obbligato ad avere acquistato tutte le categorie di servizio. Allo stesso modo, non occorre aver registrato il marchio con Marchio Legale per far esaminare il fascicolo.
Cosa resta fuori
Non sono voci autonome finanziate il semplice rinnovo del marchio, la sola registrazione nazionale, il sito web, la gestione social, la pubblicità, la strategia di comunicazione, il naming generico o l’intero rebranding indistintamente. Il compenso per predisporre la domanda di incentivo non è elencato come servizio agevolabile. Un progetto misto richiede l’individuazione documentata delle sole componenti effettivamente ammissibili.
Riferimento: bando Marchi+ 2026, art. 5.
Fornitori, pagamenti e fatture: gli errori che fanno perdere una spesa.
Il fornitore deve coincidere con chi ha svolto il servizio
Il soggetto che fattura deve avere partita IVA, i requisiti previsti per quell’attività e avere eseguito direttamente il servizio. La spesa fatturata da un intermediario diverso dall’esecutore non viene considerata ammissibile.
Sono escluse le spese per servizi prestati:
da imprese controllate o collegate ai sensi dell’art. 2359 c.c., o in presenza della partecipazione, anche indiretta e cumulativa, di almeno il 25% indicata dal bando;
da amministratori o soci dell’impresa richiedente, o da loro prossimi congiunti;
da società nella cui compagine sono presenti amministratori o soci dell’impresa richiedente.
Il bando comprende tra i prossimi congiunti genitori e figli, nonni e nipoti, coniuge, fratelli e sorelle, suoceri e cognati, zii e nipoti, nei termini della relativa nota. Un rapporto familiare o societario non va omesso dal controllo del fornitore.
Non ogni pagamento “tracciabile” è uno dei pagamenti ammessi
Il bando elenca bonifico bancario o postale, ricevuta bancaria e carta di credito. Non presentiamo contanti, assegni o strumenti diversi come automaticamente equivalenti. Devono risultare importo, beneficiario, conto dell’ordinante e buon esito del pagamento, ad esempio attraverso CRO/TRN o estratto conto.
Le fatture devono essere intestate all’impresa richiedente. Se una spesa è stata anticipata da un soggetto diverso, l’impresa deve averlo rimborsato, con una delle modalità ammesse, prima della domanda. Servono anche i documenti che ricostruiscono anticipo e rimborso.
Se il compenso professionale è soggetto a ritenuta, va allegato il relativo versamento F24. Per un versamento cumulativo serve un prospetto analitico firmato dal legale rappresentante.
Il CUP sulle fatture
Le fatture devono riportare il Codice unico di progetto. Poiché il CUP viene comunicato all’impresa, il bando prevede l’integrazione elettronica dei titoli di spesa prima della concessione, secondo le indicazioni del gestore. Una fattura storica senza CUP non va quindi scartata automaticamente, ma l’adempimento successivo va eseguito correttamente.
Quanto puoi ottenere: percentuale, tetto di voce e tetto complessivo.
Il calcolo ha più passaggi. Si verifica prima la spesa ammissibile, si applica la percentuale e si limita il risultato al massimale della singola voce. Si sommano le voci e si applicano i limiti per marchio e impresa. Restano da verificare il de minimis e le risorse disponibili.
Misura | Percentuale ordinaria | Con parità di genere | Massimo per marchio |
A / Unione europea | 80% | 85% | € 6.000 |
B / Internazionale | 90% | 95% | € 9.000 |
B / Sola designazione successiva su domanda internazionale anteriore al 1° giugno 2023 | 90% | 95% | € 5.000 |
La maggiorazione richiede la certificazione della parità di genere nei termini della disciplina richiamata dal bando: non basta che l’impresa sia “femminile” o abbia una donna come amministratore. Il rinvio all’art. 5, comma 3, legge n. 162/2021 richiama il possesso della certificazione al 31 dicembre dell’anno precedente a quello di riferimento: per l’annualità 2026 va quindi verificata la situazione al 31 dicembre 2025, oltre alla validità della certificazione. Non basta ottenerla prima dell’invio se non rispetta il requisito temporale richiamato.
I massimali sono limiti di contributo, non limiti della fattura
Voce | Massimo A / UE | Massimo B / Internazionale |
Progettazione della rappresentazione | € 1.500 | € 1.650 |
Assistenza al deposito | € 300 | € 350 |
Ricerca tra marchi italiani, UE e internazionali estesi all’Italia | € 550 | € 630 |
Ricerca tra marchi italiani, UE e internazionali estesi a tutti i Paesi UE | € 1.500 | € 1.800 |
Ricerca per ciascun Paese non UE | Non prevista come voce autonoma | € 700 |
Risposta a opposizioni | € 1.500 complessivi | € 1.800 complessivi |
Risposta a rilievi degli uffici nazionali | Non prevista | € 600 per rilievo, massimo 3 |
Tasse ufficiali ammesse | 80% / 85% del costo, entro il tetto del marchio | 90% / 95% del costo, entro il tetto del marchio |
Le ricerche sull’Italia e su tutti i Paesi UE sono alternative per lo stesso marchio: non si sommano. L’UE è considerata un singolo Paese ai fini delle estensioni e delle ricerche. Per le opposizioni il tetto è complessivo, indipendentemente dal numero. I rilievi nazionali possono provenire anche dal medesimo ufficio, purché rispettino il limite di 3.
Formula pratica
Per ogni voce: il minore tra spesa riconosciuta × percentuale e massimale della voce. Poi si applica il tetto del marchio, l’eventuale residuo sul limite di € 25.000 per impresa e la capienza de minimis. Il risultato resta una stima della richiesta, non una promessa di pagamento.
IVA e altre componenti della fattura
Negli artt. 5–7 del bando 2026 consultato non è formulata una regola operativa generale esplicita che consenta di promettere il rimborso dell’IVA o di ogni onere presente in fattura. Non applichiamo quindi la percentuale al totale lordo senza aver qualificato le singole componenti. Negli esempi seguenti gli importi sono già ipotizzati come spese ammissibili, non come totali lordi automaticamente rimborsabili. Eventuali chiarimenti ufficiali 2026 su IVA e oneri vanno applicati al caso concreto.
Riferimento: bando Marchi+ 2026, art. 6.
Quattro esempi: quanto cambia davvero il rimborso.
1 / Marchio UE: € 3.150 di spese ammissibili
Ipotizziamo titolo e requisiti in regola, nessun altro aiuto sulle stesse spese e percentuale ordinaria dell’80%.
Voce | Spesa ipotizzata ammissibile | Contributo teorico |
Logo | € 1.000 | € 800 |
Ricerca su tutti i Paesi UE | € 800 | € 640 |
Assistenza al deposito | € 500 | € 300: il tetto riduce € 400 a € 300 |
Tasse EUIPO | € 850 | € 680 |
Totale | € 3.150 | € 2.420 |
Moltiplicare € 3.150 per l’80% darebbe € 2.520, ma sarebbe sbagliato: l’assistenza al deposito incontra il limite di € 300. Con maggiorazione all’85%, alle stesse ipotesi, il conteggio sarebbe € 850 + € 680 + € 300 + € 722,50 = € 2.552,50.
2 / Hai pagato soltanto € 850 di tasse UE
Se le tasse e il marchio sono ammissibili, la richiesta teorica ordinaria è € 680. Il massimo di € 6.000 non significa che ogni marchio riceva € 6.000.
3 / Internazionale: il tetto finale riduce la somma
Ipotizziamo € 12.000 di tasse internazionali già verificate come ammissibili. Il 90% sarebbe € 10.800, ma il tetto ordinario per marchio limita la richiesta a € 9.000. Se invece si tratta solo di una designazione successiva ammissibile su domanda internazionale anteriore al 1° giugno 2023, il limite specifico è € 5.000.
4 / Hai già raggiunto € 23.000 su questo bando
Un’altra domanda potrebbe avere un calcolo teorico di € 6.000, ma il residuo sul limite di € 25.000 per impresa è € 2.000. Va verificato anche il tetto de minimis; se mancano risorse pubbliche, l’importo effettivamente concedibile può essere ancora inferiore o nullo.
Esempi di funzionamento dei limiti, non preventivi di tasse né conferme di ammissibilità. Presuppongono documentazione, date e categorie di spesa conformi.
Riferimento: bando Marchi+ 2026, art. 6.
De minimis, altri bonus e limite di € 25.000: sono cose diverse.
€ 25.000 / Questo bando
È il limite complessivo delle agevolazioni Marchi+ 2026 per ciascuna impresa, sommando le richieste per più marchi e per le misure A e B. Non è un assegno disponibile per ogni richiedente.
€ 300.000 / De minimis
È il limite generale degli aiuti de minimis accordati a un’impresa unica nell’arco di 3 anni, secondo il regolamento (UE) 2023/2831. Non è annuale e non riguarda soltanto Marchi+: vanno controllati gli altri aiuti rilevanti e i rapporti di gruppo.
Sulle stesse spese non si sommano altri aiuti
Il contributo non è cumulabile, per le stesse spese ammissibili o parte di esse, con altri aiuti di Stato, anche de minimis, o agevolazioni finanziate dall’UE, come il Fondo PMI EUIPO / Ideas Powered for Business.
Esempio: se una tassa EUIPO è già stata agevolata dal Fondo PMI, non si presume di poter chiedere Marchi+ sulla quota residua della stessa tassa. Diverso è valutare un costo distinto, realmente autonomo e non già agevolato, come un altro servizio ammissibile: occorre ricostruire il perimetro senza duplicazioni.
Misure generali, anche fiscali, che non sono aiuti di Stato e non sono soggette alle regole sul cumulo possono convivere con il contributo, entro il 100% delle spese effettivamente sostenute. La qualificazione va verificata, non dedotta dal nome commerciale del bonus.
La domanda richiede anche informazioni su agevolazioni ottenute nei precedenti bandi Marchi+. Un contributo di un’edizione passata non va confuso con il consumo del tetto di questa edizione, ma resta rilevante per i controlli, per il de minimis e per evitare il doppio finanziamento delle stesse spese.
Più marchi, contitolari, rating di legalità e altre particolarità.
Più marchi: occorre una domanda per ciascun marchio, pena l’inammissibilità. Non si mettono marchi diversi in un’unica richiesta.
Stesso marchio, A e B: si possono richiedere entrambe le misure anche nella stessa domanda, purché nella Misura B l’UE non sia indicata come Paese designato e siano rispettati tutti i massimali. Questo non consente di finanziare due volte la stessa spesa.
Contitolarità: servono verifica delle quote e dei requisiti pertinenti e l’Allegato 2 firmato digitalmente da tutti i titolari. L’agevolazione è riferita alle quote di contitolarità e il tetto per impresa viene imputato pro quota: non si presume che ciascun titolare possa chiedere l’intero massimale.
Rating di legalità: il bando riserva il 5% delle risorse alle imprese che ne sono in possesso. Non averlo non esclude dalla quota ordinaria; averlo non esonera dagli altri requisiti. La riserva ritorna disponibile alle condizioni dell’art. 4, ferma la precedenza prevista per le imprese con rating.
Ulteriori designazioni: per una domanda internazionale dal 1° giugno 2023 possono concorrere al tetto complessivo di € 9.000 dello stesso marchio; per la domanda originaria anteriore vale il limite specifico di € 5.000 spiegato sopra.
Ulteriori opposizioni, rilievi o tasse residue della Misura B: il bando consente, nei casi previsti, nuove domande successive entro la sua vigenza e i massimali del marchio. Non significa che una prima domanda riservi fondi per le spese future.
Il fascicolo da preparare: non soltanto fatture.
Prima dello sportello conviene costruire un fascicolo per ciascun marchio. I documenti vanno controllati per contenuto, intestazione, date e firme, non solo raccolti in una cartella.
Documento | Che cosa occorre |
Domanda di partecipazione | Quella generata dalla piattaforma ufficiale, firmata digitalmente dal legale rappresentante o dal procuratore speciale. Il facsimile non sostituisce la domanda telematica. |
Allegato 1 / Dichiarazioni | Dichiarazioni richieste dal bando, firmate digitalmente dal legale rappresentante: dimensione, sede, attività, regolarità, titolo, aiuti, requisiti e informazioni previste. |
Allegato 2 / Contitolari | Solo in contitolarità; firma digitale di tutti i titolari. |
Allegato 3 / Procura speciale | Se presenta un procuratore. Vanno compilate entrambe le parti e devono firmare digitalmente sia il legale rappresentante sia il procuratore. |
Allegato 4 / Flussi finanziari | Modello di tracciabilità firmato digitalmente dal legale rappresentante. |
Titolo del marchio | Copia della registrazione EUIPO per A; copia della pubblicazione internazionale in Madrid Monitor per B. |
Tasse | Documenti di avvenuto pagamento delle tasse pertinenti alla misura. |
Fatture e quietanze | Fatture descrittive, pagamenti con buon esito, eventuali anticipi e rimborsi, F24 della ritenuta e prospetto se cumulativo. Integrazione elettronica CUP prima della concessione, secondo le istruzioni. |
Logo | Curriculum del grafico o dell’azienda, con coerenza tra esperienza e servizio, e manuale d’uso del marchio. |
Deposito | Relazione breve / incarico o indicazione del fornitore quale rappresentante nel documento di registrazione o pubblicazione, secondo le alternative del bando. |
Ricerca di anteriorità | Parere sottoscritto e risultati delle singole ricerche, rispettando le date relative al parere e al deposito. |
Opposizioni e rilievi | Relazione dettagliata del professionista e documentazione delle attività effettivamente svolte e coerenti con la relazione. |
Vanno inoltre verificati i documenti che dimostrano requisiti dell’impresa, regolarità assicurativa, eventuale certificazione di parità, rating e disponibilità de minimis. Non tutte queste verifiche si esauriscono allegando una visura.
Le dichiarazioni non sono formalità prive di conseguenze: dati falsi, inesatti o reticenti possono comportare esclusione, revoca e recupero delle somme, oltre alle responsabilità previste dalla legge.
Riferimento: bando Marchi+ 2026, art. 7; art. 10.
Come funziona, dalla preparazione al pagamento.
Verifica il caso e il perimetro della spesa. Controlla impresa, tipo di marchio, date e titolarità. Seleziona i costi ammissibili e calcola il contributo dopo i tetti. Isola le spese già agevolate.
Prepara documenti, firme e delega. Raccogli output professionali, quietanze e dichiarazioni. Controlla firma digitale e PEC. Se presenta un procuratore, prepara la procura correttamente sottoscritta.
Presenta sulla piattaforma ufficiale. Dal 3 dicembre 2026, negli orari indicati, usa soltanto la procedura informatica collegata da marchipiu2026.it. Una email o PEC non sostituisce l’invio della domanda. Il modulo contatti di Marchio Legale è una richiesta di assistenza, non la piattaforma del bando.
Segui l’istruttoria e la PEC. Unioncamere controlla regolarità, completezza, requisiti, ammissibilità, coerenza e congruità dei costi. Le integrazioni possibili hanno un termine perentorio fissato dal gestore, comunque non inferiore a 7 giorni dal ricevimento. Risposte mancanti o incomplete entro il termine fanno decadere la domanda. Alcune mancanze non sono integrabili.
Attendi un provvedimento, non un accredito automatico. Il bando prevede la conclusione dell’istruttoria con concessione o diniego motivato entro 150 giorni dalla domanda, tenendo conto delle sospensioni. Ove previsto, al preavviso di diniego si possono presentare osservazioni entro 10 giorni. Non tutte le esclusioni passano da questa fase.
Ricevi il contributo, se concesso e liquidabile. Verificate le condizioni di legge, l’accredito sul conto bancario o postale indicato avviene entro 80 giorni dalla comunicazione della concessione. Sono termini di fasi diverse, non una promessa di pagamento immediato o di una data certa calcolata sommando i giorni.
Durante una richiesta di integrazione i termini si sospendono; nel frattempo possono essere concesse agevolazioni a domande successive ma complete e regolari. Per questo preparare bene il fascicolo incide anche sul percorso effettivo.
Riferimento: bando Marchi+ 2026, artt. 7–9 e 11.
I casi in cui una domanda può fermarsi.
Mancanze che il bando non consente di sanare
Tra i casi di non ammissibilità e non integrabilità: invio fuori dalla piattaforma; richiedente o marchio privi dei requisiti; mancanza della domanda firmata; mancanza dell’Allegato 1 firmato; in contitolarità, mancanza dell’Allegato 2 firmato da tutti; in caso di procura, mancanza dell’Allegato 3 con le firme richieste.
Altri motivi di riduzione o arresto
Spese non pertinenti o non congrue, date sbagliate, pagamenti non ammessi, fornitore non idoneo o collegato, doppio aiuto sulla stessa spesa, mancata risposta alle integrazioni, perdita dei requisiti, dichiarazioni non veritiere o fondi esauriti.
Un costo escluso può ridurre il contributo; una carenza che riguarda l’impresa, il titolo o una firma indispensabile può compromettere la domanda. Non ogni problema produce lo stesso effetto e non ogni errore è correggibile dopo l’invio.
Dopo il pagamento
Restano possibili controlli, anche presso la sede. La documentazione amministrativa e contabile originale va conservata per almeno 5 anni dal pagamento. Il bando prevede controlli a campione su almeno il 5% delle domande agevolate e controlli anche nelle altre fasi.
La revoca può essere totale o parziale e comportare il recupero delle somme con interessi. Variazioni dei dati, operazioni societarie e cessioni rilevanti devono essere comunicate tempestivamente. Se rinunci dopo aver ricevuto il contributo, il bando prevede la restituzione entro 15 giorni dalla comunicazione della rinuncia.
Posso chiedere Marchi+? Segui il percorso.
Una domanda alla volta, con spiegazioni e risposte modificabili. Il percorso distingue un requisito mancante, una condizione non ancora maturata e un punto da verificare. Non richiede email e non invia i dati.
Preferisci lo schema scritto? Ecco i passaggi.
Impresa attiva, iscritta, con sede legale e operativa in Italia? Se no, manca il requisito del richiedente.
PMI e attività non escluse? Se no, questo bando non è applicabile al caso indicato.
Marchio individuale intestato all’impresa? Se no, occorre correggere o verificare la titolarità; collettivi e certificazione sono esclusi.
UE già registrato con deposito dal 1° giugno 2023, oppure internazionale con operazione e pubblicazione ammesse? Se è ancora pendente, il titolo richiesto non è ancora maturato; solo italiano e semplice rinnovo non bastano.
Almeno una spesa ammissibile con documenti, date e pagamenti conformi? Se no, non c’è ancora una spesa presentabile.
Regolarità, assicurazione applicabile, fornitori, de minimis e cumulo verificati? Se non sai, serve un approfondimento prima dell’invio.
Domanda, allegati e firme pronti? Se sì, puoi prepararti per lo sportello. L’esito positivo del controllo preliminare non assicura fondi né concessione.
Riferimento: bando Marchi+ 2026, artt. 1, 3 e 5–8.
Le risposte ai dubbi più frequenti.
Se registro il marchio adesso, posso chiedere subito il contributo?
Per A, no: al momento della domanda di incentivo il marchio deve essere già registrato, non soltanto depositato. Per B serve la pubblicazione richiesta nel registro internazionale. Tempi reali e disponibilità dello sportello vanno verificati; non promettiamo di arrivare all’apertura con un deposito avviato ora.
Ho un marchio solo italiano: ho diritto al bonus?
La sola registrazione italiana non basta per Marchi+ 2026. Un deposito o una designazione internazionale possono costituire un’operazione diversa, da valutare con i requisiti B; il contributo non trasforma automaticamente le vecchie spese nazionali in spese agevolabili.
Il mio marchio è stato depositato prima del 1° giugno 2023: è sempre escluso?
Un deposito UE anteriore non soddisfa il requisito A. Per una domanda internazionale anteriore può essere valutata solo una designazione successiva effettuata dopo il 1° giugno 2023, nei limiti specifici B di € 5.000 per marchio. Un rinnovo non equivale a una designazione successiva.
Se ho tutti i requisiti, il rimborso è automatico?
No. Devi presentare una domanda conforme; il gestore verifica requisiti, documenti e spese. Le risorse sono limitate e l’ordine cronologico conta. Puoi avere un caso ammissibile senza ottenere il contributo per esaurimento dei fondi.
Posso chiedere solo il rimborso delle tasse?
Sì, il bando ammette tasse e/o servizi. Restano necessari il titolo richiesto, i requisiti dell’impresa, le date e le prove dei versamenti. Per A, € 850 di tasse ammissibili producono in via ordinaria € 680 teorici, non € 6.000.
Posso presentare fatture che devo ancora pagare?
Non come spese già sostenute. Il bando richiede fatture e pagamenti dal 1° giugno 2023 e in data antecedente alla domanda. Preventivi e pagamenti futuri non sostituiscono le quietanze.
Ho già ricevuto il Fondo PMI EUIPO: posso sommare Marchi+?
Non sulle stesse spese o parte di esse. Una tassa già agevolata non viene trattata come liberamente integrabile da Marchi+ sulla quota rimasta a tuo carico. Vanno valutate separatamente eventuali altre spese ammissibili e non già agevolate.
Il logo realizzato da Nebula è sempre finanziabile?
No. Devono ricorrere i requisiti del servizio grafico e del fornitore, il collegamento al marchio e le date; per B anche il termine di 6 mesi. L’intero rebranding, il sito e la comunicazione non diventano finanziabili perché inseriti nella stessa proposta.
Devo aver registrato il marchio con Marchio Legale?
No. Possiamo esaminare anche marchi depositati tramite altri professionisti. L’assistenza alla domanda di incentivo è un incarico distinto da concordare e non viene descritta come una voce automaticamente finanziata.
Qual è la scadenza finale?
Si parte il 3 dicembre 2026 dalle 12:00 alle 18:00. Se restano risorse, l’invio continua nei successivi giorni lavorativi, dal lunedì al venerdì, nello stesso orario, fino all’esaurimento. Non c’è una data finale prefissata che garantisca i fondi.
Posso inviare una PEC al posto della domanda online?
No. La domanda deve passare dalla piattaforma informatica prevista dal bando. La PEC serve alle comunicazioni procedimentali e non sostituisce la presentazione telematica.
Quanto tempo passa prima di ricevere i soldi?
Il bando distingue l’istruttoria, da concludere entro 150 giorni dalla domanda salvo sospensioni, e l’erogazione entro 80 giorni dalla comunicazione della concessione, dopo le verifiche di legge. Non è un pagamento contestuale all’invio.
Riferimento: bando Marchi+ 2026, artt. 3 e 5–11.
Un nuovo marchio o un rebranding: prima il progetto, poi l’eventuale incentivo.
Marchio Legale × Nebula può essere un percorso coordinato: identità visiva e rappresentazione del segno da un lato; anteriorità, tutela e deposito dall’altro. Ogni fornitore esegue e fattura le proprie attività, con verifica dei requisiti di indipendenza rispetto all’impresa richiedente.
L’agevolazione non deve essere venduta come certa. La progettazione grafica può rientrare se ricorrono tutte le condizioni; naming, strategia generale, sito, pubblicità, rinnovi e preparazione della domanda di incentivo restano attività distinte. Un progetto creativo non utile all’impresa non diventa utile soltanto perché esiste un bando.
Per un nuovo deposito UE avviato ora occorre considerare i tempi della registrazione, incluso il periodo di opposizione: non promettiamo che il titolo sia pronto per il 3 dicembre. Valutiamo il percorso anche quando la domanda di incentivo non è oggi presentabile.
Riferimento: bando Marchi+ 2026, artt. 3 e 5.
Fonti, aggiornamento e ciò che resta da verificare.
Guida a cura di NL Studio Legale / Marchio Legale, aggiornata al 21 ottobre 2026. Le regole descritte derivano dal decreto direttoriale del 28 settembre 2026; eventuali modifiche, avvisi di chiusura e successive istruzioni ufficiali prevalgono sulle indicazioni operative qui riportate.
Bando integrale Marchi+ 2026: artt. 1–4 su ambito e requisiti; artt. 5–6 su spese e massimali; art. 7 su domanda e allegati; artt. 8–11 su istruttoria, erogazione, controlli e comunicazioni.
Accesso, modulistica ufficiale e istruzioni di presentazione.
Al momento della verifica il portale annuncia successive istruzioni per presentare la domanda e la pagina FAQ 2026 non risulta disponibile. Perciò non attribuiamo valore di istruzioni 2026 a FAQ di edizioni passate e non inventiamo requisiti tecnici di accesso. Il trattamento delle componenti della fattura non esplicitato dal bando va chiarito prima di definire il conteggio finale.
La guida e il questionario non sostituiscono l’esame del fascicolo e non impegnano Unioncamere. La richiesta di contatto non conferisce da sola un incarico: attività, responsabilità e compensi si concordano prima di procedere.




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